Durante il viaggio

 Monte Sole

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Iola

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Montese

                                   


Monte Belvedere

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Castel D’Aiano

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Monte Pero

 


Sasso Molare

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Chiesa Ronchidoso

  

 


Varie

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I nostri pensieri e le nostre emozioni

Il fine di questa esperienza è stato quello di tener vivo il ricordo dei partigiani e dei loro sacrifici e pensando a come poteva essere quel lontano passato mi sono posto due domande. Come viveva un bambino la guerra? A questa domanda mi ha risposto Elio Pasquali raccontandomi che la sua famiglia aveva poche informazioni su quello che stava succedendo intorno a loro. Elio aveva solo la possibilità di leggere un giornale per bambini che non aiutava molto. Inoltre mi ha raccontato che lui vide i tedeschi passare davanti casa sua senza fargli nulla, ma a pochi kilometri dal suo paese venne fatta una strage che ancora ricorda perfettamente. Ma perché i tedeschi fecero tutte quelle stragi? I tedeschi aumentarono la loro crudeltà e il loro terrore dopo che l’Italia firmò l’8 settembre 1943 l’armistizio con le forze alleate. Le truppe di Hitler sentendosi tradite uccisero diversi civili in vari paesi per vendetta e per far paura ai partigiani e a coloro che li aiutavano. Durante questi quattro giorni le emozioni più forti le ho provate quando siamo stati sorpresi dal “diorama vivente”. Mentre camminavamo nel bosco ci sono apparsi davanti tre persone armate che inizialmente ci hanno spaventato, ma, dopo aver capito che era solo un modo per farci tornare indietro nel tempo, abbiamo potuto interagire con gli attori per avere nuove informazioni di quel periodo. Pochi metri dopo ci hanno sorpreso altri due uomini che facevano la parte dei tedeschi che, oltre a spaventarci in maniera eccezionale, ci hanno dato la possibilità di conoscere da vicino la mentalità dei soldati fedeli al Fuhrer. Qui le emozioni sono state tante perché sembrava davvero di aver fatto un viaggio nel tempo. In particolare ho provato paura e l’obbligo di obbedire quando il primo tedesco ci ha urlato di arrestarci nella sua lingua come se fossimo davvero italiani di quel periodo.”

Fabio


Quali domande mi sono posta e quali risposte ho avuto? Le domanda principale che mi sono posta durante questo tragitto è stata come i partigiani riuscissero a vivere in quelle condizioni, sempre con la paura di essere uccisi dal nemico; la risposta che ho trovato è stata che la gente li aiutava in questa battaglia fornendogli un nascondiglio, cibo e protezione: nessuno aveva mai rifiutati ciò anche se cosi facendo rischiavano la vita. Quali emozioni ho provato? Durante questo viaggio ho provato molta angoscia a immaginare la difficoltà della vita di un partigiano che era soggetta a pericoli grandissimi, ma ho anche provato ammirazione nei confronti di queste persone che rischiavano la propria vita per la libertà della loro patria: allora ho capito che è proprio grazie a loro se l’ Italia si è liberata dal Fascismo ed è riuscita a superare un orrore tremendo come questo.

Chiara


Quali domande mi sono posta e quali risposte ho avuto? Mi sono posta la domanda di come dovesse essere la vita dei civili in quel paese; in una situazione così difficile e soprattutto pericolosa. La risposta l’ho avuto grazie al “Diorama Vivente” dove gli attori che impersonavano i soldati si sono rivolti a noi in modo brusco e severo, puntandoci contro le armi. Di fronte ad una situazione del genere, che ci ha colto tutti di sorpresa, personalmente ho avuto una forte reazione di spavento;questo mi ha fatto capire quanto potesse essere inaspettato, ma anche fatale, l’incontro con i soldati. Quali emozioni ho provato? Questa esperienza mi ha trasmesso molte emozioni: per prima cosa la SODDISFAZIONE di aver percorso così tanti km , divenendo consapevole di quanto il loro contributo potesse essere faticoso, ma produttivo. Inoltre ho provato un senso di ANGOSCIA nel vedere la rievocazione di un possibile incontro tra civili e soldati. L’emozione più forte è stata sicuramente la PAURA suscitata in me dalla vista delle armi nei musei.

Alice


Quali domande mi sono posto e quali risposte ho avuto?

Durante il percorso a piedi mi sono chiesto più volte quali e quanti fossero stati i sacrifici e gli sforzi che hanno dovuto sostenere i partigiani durante i loro spostamenti, coi pochi e inadeguati mezzi che avevano a disposizione.

Sicuramente il desiderio dei partigiano di vendicare i soprusi subiti e cacciare il nemico dalla propria terra, diedero a loro la forza necessaria per andare avanti e sperare in un futuro migliore.

Quali pensieri/emozioni ho provato?

Un atteggiamento che mi ha colpito molto è stato vedere l’ex partigiano Elio Pasquali che ha partecipato attivamente al trekking, e sentire i suoi racconti di quando era ragazzo nel 1945.

Poi guardando i paesaggi di montagna ho immaginato l’eco dell’artiglieria e l’orrore del sangue che scorreva nei torrenti durante gli scontri sulla linea Gotica.

Grazie al diorama vivente invece ho ascoltato i racconti dei soldati e dei partigiani, e ho compreso la loro diversità sia nella mentalità che negli ideali.

Secondo me la festa a Monte Sole ha permesso di creare un momento di condivisione tra le persone e ha ricordato l’importanza della Resistenza.

I musei/i luoghi/la natura/la gente

Di particolare interesse è stato il Museo di Iola dove ho scoperto come vivevano i contadini dell’epoca e come risolvevano le difficoltà di tutti i giorni;invece nel Museo di Montese è presente una parte espositiva con vetrine contenenti oggetti e indumenti in dotazione ai soldati che hanno combattuto su queste montagne, oltre a reperti di battaglia rinvenuti sul territorio.

I paesi che abbiamo visitato sono i centri storici dove si scoprono visivamente i segni delle battaglie come i buchi degli spari sulle fontane. Ripercorrendo questi sentieri ho compreso quel desiderio di giustizia che ha spinto i partigiani a combattere. Ascoltare i luoghi per capire la scelta di divenire partigiano, le sofferenze che essa ha comportato, la paura della morte, le speranze di un futuro diverso, fatto di uguaglianza. Un sogno da costruire con la forza della ragione e della solidarietà che nasceva da un gruppo di uomini e donne liberi.

L’azione dei partigiani ha permesso all’Italia di riscattare, almeno in parte, la vergogna del fascismo. E ha anche consentito all’Italia, diversamente da quel che è accaduto a Germania e Giappone, di formare fin da subito, dopo la guerra, un governo legittimo e riprendere l’attività democratica, senza la lunga occupazione di truppe americane.

Lorenzo


QUALI DOMANDE MI SONO POSTA E QUALI RISPOSTE HO AVUTO?

Una domanda che mi sono posta durante una delle tante salite è stata come facevano i partigiani e gli Alleati a percorrere quei sentieri con ogni tipo di clima, con armi pesantissime e con la paura che stessero vivendo i propri ultimi minuti di vita. La risposta che mi sono data è che la voglia di libertà, di mettersi in gioco, di combattere per i propri ideali, di uno Stato democratico, fosse più forte di qualsiasi altra cosa, persino della paura. Sono anche convinta che nonostante questi ragazzi fossero degli intrepidi combattenti, nascondessero molte emozioni, anche per timore di apparire deboli.

QUALI PENSIERI E QUALI EMOZIONI HO PROVATO?

Mentre percorrevo gli stessi crinali di coloro che più di 70 anni fa morirono per la loro e per la nostra libertà, avevo un pensiero fisso: quali sentimenti, quali pensieri, quali emozioni hanno provato tutti coloro che davvero hanno fatto la guerra, che davvero hanno combattuto, che davvero sono morti per i propri ideali? Ripensando a quanto hanno sofferto tutti coloro che erano in prima fila a battersi, mi è venuta la pelle d’oca perché vivendo adesso in un’epoca in cui la democrazia è alla base di ogni scelta, non è semplice immaginare quanto fosse difficile vivere in un contesto storico come quello di una dittatura. Vedendo i filmati, ascoltando le testimonianze, ho apprezzato maggiormente la libertà, ho provato un senso di gratitudine infinito per i partigiani: se io adesso ho la possibilità di esprimermi, di essere attrice della mia vita è grazie a loro che hanno lottato fino alla fine per i propri principi e di ciò gliene sarò sempre grata. Durante questo percorso ho fatto una promessa a me stessa: quando sarò madre racconterò ai miei figli questa parte della storia, affinché questi fatti non vengano dimenticati e le nuove generazioni possano essere persone sagge, coraggiose e giuste.

I MUSEI – I LUOGHI – LA NATURA – LA GENTE: LE MIE CONSIDERAZIONI A RIGUARDO

Il primo museo che abbiamo visitato è stato quello di Iola: al piano terra si trovano la cucina con il focolare e con gli oggetti di uso quotidiano, la camera da letto, la sala dedicata alla tessitura e alla filatura, la stanza con gli strumenti del ciabattino e dell’arrotino; nel seminterrato si trovano tutti gli utensili per la lavorazione della terra, le trappole per catturare gli animali, la sala della cantina e della lavorazione del vino, la sala dedicata alla lavorazione del grano e delle patate; al primo piano abbiamo l’abbigliamento e l’equipaggiamento dei soldati della 10a Divisione della Montagna americana, gli oggetti usati quotidianamente dai soldati in prima linea, le postazioni di primo soccorso, gli equipaggiamenti e le decorazioni dei soldati tedeschi ed infine l’esposizione di quaderni, pagelle, libri e altri oggetti scolastici, nonché spille, medagliette, abbigliamento durante il Ventennio.    Il museo di Montese che abbiamo visitato ospita, in particolare, oggetti e indumenti in dotazione ai soldati che combatterono sulla Linea Gotica, oltre ai reperti di battaglia rinvenuti. Una sala è dedicata al Corpo di Spedizione Brasiliano (FEB).  Durante la passeggiata i paesaggi che abbiamo visto sono stati veramente stupendi: immense distese di fiori di campo, montagne innevate, fiori rari come le peonie selvatiche. Ciò ha reso il percorso molto più interessante! Le persone che ho incontrato hanno avuto tutte un ruolo fondamentale, sia nel gruppo che come guida: Elio ne è stato un esempio. Mi ha colpito molto l’elevato numero di persone presenti a Monte Sole, ma soprattutto l’aria di festa che si respirava…era davvero il 25 aprile, il 70imo anno della Liberazione! W la Resistenza!

Beatrice


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